Configurare la scheda di rete da riga di comando

Per qualche strana ragione, dopo un aggiornamento automatico della mia ubuntu 10.04 mi son trovato con la scheda di rete disattivata e nessun applet grafica per la sua configurazione…. mah…

In ogni sappiamo benissimo che i tool grafici sotto linux sono solo vie alternative per arrivare ai comandi di shell e ai file di configurazione che sono il vero cuore del sistema e da cui si fa TUTTO. Il problema di fondo è che usando i tanto comodi tool grafici ci si dimentica spesso delle funzionalità più elementari del sistema.

La chiave per la configurazione ed attivazione della scheda di rete è il comando ifconfig. Il comando dato senza parametri mostra le schede di rete attualmente attive. Nel mio casoil responso era:

lo        Link encap:Loopback locale
indirizzo inet:127.0.0.1  Maschera:255.0.0.0
indirizzo inet6: ::1/128 Scope:Host
UP LOOPBACK RUNNING  MTU:16436  Metric:1
RX packets:2122 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0
TX packets:2122 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0
collisioni:0 txqueuelen:0
Byte RX:71447 (71.4 KB)  Byte TX:71447 (71.4 KB)



Questo significa che l’unica scheda di rete che vede è quella cosidetta di loopback che non è una vera scheda ma è il pc stesso (localhost). Si tratta di una scheda di rete fittizia che identifica la nostra stessa postazione e che serve per tutti i servizi locali. Con il comando

ifconfig – a

verranno invece visualizzate tutte le schede di rete presenti nel sistema, anche quelle disattive. Nel caso più comune la scheda di rete ethernet principale è identificata dalla sigla ETH0.

Il mio scopo era attivarla ed assgnerle indirizzo IP, subnet mask e gateway.

Ecco i comandi che ho digitato per eseguire le operazioni:

sudo ifconfig eth0 10.248.97.148 netmask 255.255.254.0  up
sudo route add default gateway 10.248.96.1

Il primo comando attiva la scheda eth0 assegnandole ip e netmask specificati mentre il secondo imposta il defautl gateway ovvero l’indirizzo del router di default da utilizzare per tutte le connessioni esterne alla nostra sotto rete.

Entrambi i comandi devono essere eseguiti con privilegi di amministratore da cui il comando sudo iniziale.

Rinominare foto JPG in base alla data dello scatto

Le moderne fotocamere digitali ci permettono di fare scatti a profusione senza il vincolo di spesa imposto dai vecchi rullini. Spesso si torna casa dalla vacanze con parecchio materiale da scaricare ed archiviare negli hard disk di casa.

Probabilmente ognuno ha il suo metodo per archiviare: crea cartelle per evento oppure per anno e mese degli scatti o qualsiasi altra organizzazione che permetta di archiviare e ritrovare gli scatti all’occorrenza.

I file jpeg prodotti dalle comuni macchine digitali hanno nomi del tipo DSC_0134.jpg ovvero composti da una sigla ed un numero progressivo. Questo tipo di denominazione presenta 2 problemini:

  1. Il nome della foto è assolutamente scollegato dal contenuto della stessa, dal momento in cui è stata scattata e non offre nessuna informazione inerente lo scatto.
  2. Può dare origine a conflitto di nomi. Ovviamente il numero progressivo non va avanti infinitamente, ad un certo punto la numerazione rincomincia. Ciò accade anche in concomitanza della formattazione delle schede di memoria o può succedere anche nel momento in cui utilizziamo più schede per archiviare il nostro materiale o anche nel momento in cui scambiamo gli scatti con i nostri eventuali compagni di vacanza.

Personalmente non amo avere file con lo stesso nome seppur in cartelle diverse perchè mi capita spesso di fare dei lavori sulle foto o farne una selezione per lo sviluppo e quindi metterle tutte in una pennetta o comunque in una stessa cartella.

ORmai tutte le fotocamere digitali, anche le più datate, inseriscono nel file jpg le cosiddette informazioni EXIF, ovvero una serie di dati relativi allo scatto. Questi dati possono variare tra diverse marche e modelli di fotocamera ma in generale comprendono informazioni tipo:

  • Marca della fotocamera
  • Modello fotocamera
  • Orientametno foto
  • Data e ora dello scatto
  • Dimensioni dell’immagine
  • Tempo di esposizione

e molti altri ancora. In generale una informazione che comunemente si trova è la data e ora dello scatto.

Una soluzione ai sopraesposti problemi del nome del file per le foto potrebbe essere rinominare gli scatti in base a data e ora. Gli scatti che avvengono nello stesso secondo dovrebbero essere rari, limitatamente a situazioni di autobraketing o di multiscatto sportivo. Ad ogni modo l’idea è di estrarre da ogni file data e ora dello scatto, rinominarlo secondo il formato AAAAMMGG_HHMMSS più un eventuale numero progressivo per scatti avvenuti nello sesso secondo.

Per fare tutto ciò in automatico ho preparato un script php che fa proprio questa operazione.

AVVERTENZE:

1.   Lo script è stato concepito in ambiente LINUX. Essendo in php può girare tranquillamente anche in ambiente windows avendo però l’accortezza di cambiare il comando di rinominazione dei file. Sotto Linux è

mv <nomefile> <nuovonome>

mentre in ambiente windows dovrebbe essere

ren <nomefile> <nuovonome>

2.   Ovviamente per funzionare deve essere installato nel sistema php e in particolare l’interprete da riga di comando;
3.   Prima di avviare lo script sulle vostre collezioni di foto, create una cartella di test e copiateci qualche file per provare che tutto vada correttamente a buon fine. Personalmente NON MI ASSUMO RESPONSABILITA’ circa un uso errato o sconsiderato dello script!

L’utilizzo è semplice:
collocatevi nella cartella che contiene gli scatti e digitate

./renphotobyname *.JPG

ed automaticamente i file verranno rinominati. Eventualmente è possibile anche utilizzare lo script specificando singoli nomi di file senza caratteri jolly:

./renphotobyname nome1.jpg nome2.jpg nome3.jpg

oppure specificando tutto ciò che è presente in cartella:

./renphotobyname *

Lo script si preoccuperà di saltare automaticamente le cartelle e segnalare i file da cui non è possibile ricavare dati EXIF.

SCARICA LO SCRIPT

Ubuntu e Stampante di rete Canon IR2018

In azienda abbiamo una fotocopiatrice e stampante di rete Canon IR2018. Di per se il prodotto non è esaltante ma è quello che passa il convento. Ho provato a configurare la stampante in questione andando su

Sistema –> Amministrazione –> Stampa

Quindi selezionando il bottone AGGIUNGI, poi la voce STAMPANTE DI RETE e digitando l’indirizzo IP della stessa.

Nella lista di driver che il sistema propone trovo proprio la Canon IR2018. La procedura di configurazione va a buon fine ma di fatto quando provo a stampare qualsiasi documento compresa la pagina di prova il PC dice che il lavoro è stato inviato ma la stampante non da segni di vita e non stampa proprio nulla.

Per risolvere la questione ho scaricato il file Canon iR2018 UFRII/UFRII LT Printer Driver v.2.00 for Linux.

Dopo averlo scompattatato ho installato i file deb in esso contenuti (nel mio caso la versione a 32 bit)

cndrvcups-common_2.00-2_i386.deb

cndrvcups-ufr2-uk_2.00-2_i386.deb

e quindi nella fase di installazione della stampante, dove viene chiesto il driver da usare ho selezionato la voce

Canon –> iR 2018 UFRII LT Vers. 2.0

Ora va che è una viola!

Ubuntu One e Proxy

Non riesco a far funzionare la sincronizzazione di ubuntu one in azienda. Da alcune ricerche fatte sui forum pare che UBUNTUONE NON SUPPORTI I PROXY!!!

Assurdo….

Spingono tanto su una nuova feature, decantanto il nuovo ubuntu one music store e poi scopri che NON GESTISCE IL PROXY!?!?!?

Ma nemmeno fa uso del proxy di sistema globale…. niente. Semplicemente Ubuntu One Client non funziona dietro ad un proxy…..

Mah….

AGGIORNAMENTO: Ora uso DROPBOX. Stesse caratteristiche ma funziona sia su linux che su windows e supporta i proxy.

Scanner Samsung SCX-4521F su Linux

Ufficialmente, affinche xsane riconosca uno scanner samsung collegato via USB i passi da seguire sono i seguenti
Aggiungere al file /etc/apt/source.list la seguente riga

deb http://www-personal.umich.edu/~tjwatt/suldr/ debian extra

quindi importare la chiave di certificazione con il comando

wget -O – http://www-personal.umich.edu/~tjwatt/suldr/suldr.gpg | sudo apt-key add -

e quindi eseguire i comandi

sudo apt-get update
sudo apt-get install samsungmfp-scanner

Nel mio caso qualche problema me lo ha dato. E’ probabile che sia un problema di proxy che non permette il passaggio o il collegamento ad alcuni url. Per risolvere la questione mi sono collegato all’indirizzo
http://www-personal.umich.edu/~tjwatt/suldr/dists/debian/extra/binary-i386/
ho scaricato manualmente in locale i files:

libstdc++5_3.3.6-18_i386.deb,
samsungmfp-driver_3.00.65-3_i386.deb,
samsungmfp-scanner_3.00.65-3.deb

e quindi li ho installati manualmente con i comandi

sudo dpkg -i libstdc++5_3.3.6-18_i386.deb

sudo dpkg -i samsungmfp-driver_3.00.65-3_i386.deb

sudo dpkg -i samsungmfp-scanner_3.00.65-3.deb

Si consiglia un riavvio e poi xsane riconosce perfettamente la mia multifunzione Samsung SCX-4521F. La stessa procedura è indicata anche per i driver della stampante ma io non l’ho seguita perchè Kubuntu riconosce già automaticamente la stampante in questione.

Backup della Posta in KMAIL

Pare che questo bel client di posta di KDE non supporti nativamente una procedura di backup e restore di tutte le configurazioni ma soprattutto della posta. Ho trovato questo post

http://linuxfreedomforlive.blogspot.com/2010/05/backup-della-nostra-posta-su-kmail.html

in cui propone due script per il backup e il restore automatico.

Analizzando il contenuto dello script di backup si evince che:

#!/bin/bash
# Backup Kmail
sudo mkdir Backup
sudo cp ~/.kde/share/config/kmailrc ~/Backup
cd ~/.kde/share/apps
sudo tar czvf kmail.tgz kmail
sudo cp kmail.tgz ~/Backup
sudo rm -r kmail.tgz
cd ~/Backup
cd ..
sudo tar czvf Backup.tgz Backup
sudo rm -r Backup
tutti i dati risiedono sotto ~/.kde/share/config/kmailrc e ~/.kde/share/apps/kmail.
Infatti la procedura di restore è
#!/bin/bash
# Restore Kmail
sudo tar xvfz Backup.tgz
sudo cp ~/Backup/kmailrc ~/.kde/share/config/kmailrc
sudo cp ~/Backup/kmail.tgz ~/.kde/share/apps
cd  ~/.kde/share/apps
sudo tar xvfz kmail.tgz
sudo rm -r kmail.tgz
cd ~/Backup
cd ..
sudo rm -r Backup
Esegue le stesse operazioni all’indetro ripristinando il file e cartelle.

Installare VIRTUALBOX su Kubuntu

In ambienti ubuntu-like non è consigliabile installare virtualbox da package manager usando le versioni presenti nei repositories ufficiali. La miglior procedure al fine di avere il programma perfettamente funzionante ed aggiornato all’ultima versione è:

Scaricare il file .deb alla pagina

http://www.virtualbox.org/wiki/Linux_Downloads

relativo alla propria versione di ubuntu.

Installarlo tramite package manager. Per funzionare però il software ha bisogno che sia installato il pacchetto DKMS. Per farlo è sufficiente, da riga di comando, prima o dopo l’installazione di virtualbox indifferentemente, dare il comando

sudo apt-get install dkms

Non è ancora finita.  Se provate a creare una macchina virtuale vi verrà segnalato che è necessario ricompilare i driver virtuali per il kernel corrente. Il comando da dare è

sudo /etc/init.d/vboxdrv setup

A questo punto avete fatto tutto il necessario affinchè VB funzioni e si possa creare una nuova virtual machine. Ma c’è ancora una cosa: probabilment vi accorgerete che se attaccate una stampante usb, o una chiavetta o una qualsiasi periferica esterna, non avrete la possibilità di farla vedere al sistema ospite virtuale perchè troverete disattivate in grigio le voci del menù Dispositivi –> Dispositivi USB.

Affinchè tali dispositivi siano visibili ed utilizzabili il vostro utente deve fare parte dei gruppi

plugdev e vboxuser

Fatto questo dovrebbe funzionare tutto. Se così non fosse, provate un riavvio della macchina dopo tutta la procedura.

Apache, Mysql, Php e Phpmyadmin con un solo comando

A volte la riga di comando genera un po’ di perplessità nei neofiti di linux i quali preferiscono, giustamente, affidarsi agli strumenti grafici che ormai anche nell’amato pinguino hanno raggiunto livelli di qualità elevatissima. Capita però che anche la riga di comando permetta grandi comodità semplicemente appuntandosi da qualche parte la stringa “giusta”.

Ad esempio, in un sistema ubuntu like, con un bel copia e incolla tra il seguente comando e il vostro terminale:

sudo apt-get install apache2 php5 libapache2-mod-php5 mysql-server libapache2-mod-auth-mysql php5-mysql phpmyadmin

troverete bello e pronto un sistema LAMP con tutte le configurazioni di base più comuni.

Se aggiungete un:

sudo a2enmod rewrite

attiverete anche il modulo rewrite di apache.

CD di UBUNTU 10.04 direttamente a casa gratis

All’indirizzo https://shipit.ubuntu.com/ è possibile richiedere una copia gratuita del CD della nuova distro sudafricana che arriverà direttamente a casa senza spese. L’unico requisito è avere un utente registrato presso il sito.